Per iniziare

Il diritto può essere definito come il sistema delle regole che governano una società, al fine di risolvere (ancora meglio, di prevenire) i conflitti tra i consociati. Il sistema è (o almeno, dovrebbe essere) tendenzialmente chiuso e completo : al suo interno si dovrebbe pervenire alla soluzione di qualunque contrasto possa insorgere. Appartiene alla funzione giurisdizionale l’interpretazione e la corretta applicazione delle norme giuridiche.

D’altro canto, però, il diritto non può essere considerato  “neutro”; esso è pur sempre il prodotto dell’uomo e del suo tempo. Sarebbe davvero ingenuo ritenere che le regole del diritto siano espressione di valori assoluti e universali, valide sempre e in ogni luogo, come se fossero emanazione di una autorità superiore e indiscussa. Sotto tale profilo, il diritto non è altro che l’insieme delle regole che sono stabilite dai rapporti di forza esistenti nella società e dal loro continuo misurarsi per ottenere la supremazia gli uni sugli altri. In termini semplici, una sovrastruttura formale che, con il crisma della legittimità, determina quali soggetti e quali interessi siano, allo stato, più o meno meritevoli di tutela.

E’ compito del giurista lo studio e la conoscenza del diritto positivo, ossia delle regole vigenti in un determinato momento e per una ben individuata società umana. E’ compito del filosofo del diritto domandarsi il perché una specifica norma esista e quale potrebbe essere quella migliore da adottare nel caso concreto: non in ossequio ad astratti, e alquanto opinabili, princìpi etici, ma in base all’equo contemperamento degli interessi, di tutti gli interessi, meritevoli di essere salvaguardati in una società liberale e democratica.

E’ compito dei pubblici poteri favorire la conoscibilità delle regole del diritto,  garantirne la scupolosa osservanza a tutti i livelli e apprestare gli opportuni rimedi nel caso della loro violazione. Infine è compito di ogni cittadino, tale solo se libero e consapevole, dotarsi degli strumenti minimi  (quanto meno, sapere dove reperirli)  per esercitare i propri diritti di cittadinanza in piena autonomia e con la dignità dell’essere umano.

Per ora, forse, bastano queste poche note per riflettere. Alla prossima.

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freeman
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